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editoriale

Orfani di Stato

Giulio Regeni e Mario Paciolla.

Due vittime dello Stato (ospitante), dimenticate dallo Stato (di nascita).

Il giudice per l’udienza preliminare l’11 aprile scorso ha disposto la sospensione del procedimento a carico dei presunti assassini di Giulio Regeni, in attesa che gli atti siano notificati agli imputati egiziani. Decisione contro cui ha fatto ricorso la procura di Roma.
La Cassazione, il 15 luglio scorso, ha dichiarato inammissibile il ricorso dei pubblici ministeri della Procura di Roma contro la decisione del giudice. Resta pertanto lo stop al processo.

Nel mentre, il nostro Presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri visitavano diversi Paesi per cercare nuovi accordi sul gas, tra cui Algeria, Angola, Repubblica del Congo e Qatar; infine l’ultima intesa firmata da Eni in Egitto, patria di Abdel Fattah al-Sisi, colui che sta ostacolando il processo a carico dei quattro agenti della Nsa accusati del sequestro, le torture e l’omicidio di Giulio Regeni.

Il 15 luglio 2022 Anna Maria Motta e Giuseppe Paciolla, genitori di Mario, hanno presentato a Bogotà una denuncia al Procuratore generale della Nazione, Francisco Barbosa Delgado, contro due funzionari dell’Onu, Christian Thompson e Juan Vasquez, e quattro agenti di polizia.
La denuncia, sostenuta dall’Associazione Rete dei difensori dei diritti umani della Colombia, riguarda la possibilità di “alterazione della scena (della morte) e ostruzione della giustizia”.

Pochi giorni fa, il rappresentante permanente dell’Italia all’ONU, l’ambasciatore Maurizio Massari, è stato eletto per acclamazione nuovo vice-presidente del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC).

Dopo 23 anni, l’Italia torna così nel Bureau del Consiglio – nel 1999 toccò all’ambasciatore Fulci, che ne esercitò la presidenza –, che rappresenta il terzo maggiore organo dell’ONU nonché principale piattaforma intergovernativa per lo sviluppo sostenibile. Il mandato dell’ambasciatore Massari scadrà fino nel luglio 2023 e poco prima del “Vertice sugli SDGs”, previsto a settembre dello stesso anno.

Si tratta del secondo riconoscimento al nostro Paese nel giro di una settimana, dopo l’elezione del 21 luglio (sempre per acclamazione) come membro della Commissione di peace-building dell’ONU per il biennio 2023-24.

Le battaglie per la giustizia che meritano Giulio e Mario non sono battaglie di Stato, ma sono battaglie di “famiglia”. I genitori di Giulio e di Mario hanno perso un figlio; Giulio, Mario e famiglie hanno perso lo Stato.

Sono (siamo) orfani di Stato.


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