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editoriale

Una pandemia non finisce per decreto

Una Pandemia non finisce per decreto…(lo ha detto Massimo Galli qualche giorno fa e, umilmente, anche io qualche tempo fa)
Un governo che abbia realmente a cuore il benessere delle persone manterrebbe alcune regole di buon senso piuttosto che affidarsi al buon senso individuale.
La mascherina nei supermercati, nei teatri e cinema al chiuso, dai parrucchieri, negli ambulatori pubblici e privati, sui mezzi di trasporto andrebbe mantenuta obbligatoria.
L’ottimismo della volontà mi fa sperare che la risalita dei contagi non venga accompagnata da una risalita dei ricoveri e dei decessi, il pessimismo della ragione mi dice che non abbiamo certezza di come andranno realmente le cose. Anch’io sono stanca di portare la mascherina, che non tolgo da due anni e mezzo, e devo dire che sono stata felice di riabbracciare persone care e sentirmi libera di respirare, ma “il fate un po’ come Ve pare” da parte di chi dovrebbe dettare le regole mi perplime e mi sembra l’ennesimo tentativo di accontentare il popolo/bambinocapriccioso da parte di un Governo/padremadreassente incapace di educare perché egli stesso ineducato e con evidenti sensi di colpa.
Sarei più tranquilla se la sanità pubblica fosse stata realmente potenziata, in strutture e personale, in questi due anni, ma da fonti accreditate (Report per es.) Vedo ben altro. In buona sostanza i fondi a disposizione hanno fatto la fine di sempre nelle emergenze, hanno ingrassato i soliti noti…
Ingenuamente ho pensato che questa tragica esperienza ci avrebbe reso migliori.
Mi sono sbagliata…
Poi è arrivata la guerra, anzi no
La Pace armata, praticamente la guerra travestita da pace.
E io vorrei essere altrove.

Adriana De Mitri

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