Il 2020 lo ricorderemo a lungo, non v’è dubbio.
A parte tutta la scia drammatica di morte e dolore che il covid-19 ha lasciato – e continua a lasciare – in giro per il mondo, quello che ricorderemo sarà la pratica del negazionismo a tutti i costi: il virus? non esiste! le mascherine? non servono! il distanziamento? una burla! il lockdown? inutile! e così via…
Nell’immaginario collettivo oggi come oggi non si può non associare questo tipo di negazionismo ad un complottismo ottuso, illogico e sorprendentemente irrazionale in una epoca in cui non c’è spazio per l’immaginazione.
Che succede dunque? Succede che ogniqualvolta si mette in discussione l’ordine costituito al di fuori dell’orbita covid-19 ormai si viene tacciati per complottisti alla stessa stregua dei terrapiattisti e degli anticovidioti.
Se oggi diciamo che la grande industria decide le sorti del governo e quindi del Paese e delle persone che lo abitano, complottisti!
Se oggi diciamo che nonostante le battaglie pacifiste, le democrazie europee – Italia inclusa – stanno correndo velocemente verso il rafforzamento degli armamenti investendo miliardi di euro a scapito delle politiche sociali, della scuola, degli enti locali, complottisti!
Se oggi diciamo che la salute dei cittadini è secondaria rispetto ai guadagni dei pochi detentori del potere economico, complottisti!
E allora non lo diciamo… ma attenzione però, perché
A furia ‘e ddicere “è cosa ‘e niente” siamo diventati cos’e nient
( a furia di dire ‘non è niente’ siamo diventati niente )