Quando sabato 12 maggio ho letto la motivazione con cui è stata consegnata ad Angela Merkel la lampada della pace “per la sua opera di conciliazione in favore della pacifica convivenza dei popoli”, il mio pensiero (per uno strano gioco di sinapsi) è andato prepotentemente a Vik Utopia.
Quando nelle ultime settimane ho sentito dire che “l’uso non calibrato” (questa la prassi comunicativa mediatica) della forza da parte di Israele ha causato 62 morti e altri 1000 feriti di cui molti gravi a Gaza, il mio pensiero è andato prepotentemente a Vik Utopia.
Ho conosciuto la sua storia purtroppo solo nella triste e drammatica circostanza della sua morte violenta. Non voglio tirarla troppo per le lunghe ma Vittorio ha rappresentato (ed ha sacrificato la sua vita pur di farlo) la dimensione Umana della nostra specie.
“Restiamo umani”, raccomandava: beh lui lo ha fatto davvero.
In una sua lettera pubblicata sul sito della Fondazione a lui intitolata leggo:
“[…] Bisogna allora lasciare tracce del proprio passaggio nei cuori innanzitutto dei poveri incontrati e delle vittime di un’ingiusta guerra mostrando loro come esiste un occidente alternativo che si sa spogliare dei propri dettami culturali di superbia e arroganza, che sa porsi come accogliente e empatico, lontano da ogni circuito di sfruttamento e via dalla macchina della guerra che succhia ogni riserva di soldi e di vite umane. Che porga le mani e non le ritragga sottraendo, ma che anzi sia in grado di porgere doni, che si mescola nell’anonimato per generare alleanza, sotto nessuna bandiera che non sia emblema di pace, solidarietà, convinta amicizia. Il motivo umano è quello.”
Queste sue parole definiscono quello che dovrebbe essere il vero manifesto di una Europa solidale e umanitaria.
… e invece l’Europa ha chiuso gli occhi tante volte (troppe volte) di fronte alle sofferenze degli ultimi, spesso provocandole piuttosto, ha sacrificato ai bilanci bancari la serenità e le speranze di cittadini europei ed extracomunitari. La stessa Europa che sovvenziona la dubbia democrazia della Turchia di Erdogan pur di garantire un checkpoint che impedisca ai profughi siriani “poveri” di arrivare nelle terre dei ricchi.
In questi giorni di ennesima sofferenza nella striscia di Gaza, il monito di Vittorio risuona ancora più forte: “Il mondo intero non può ignorare questa tragedia e, se lo fa, non includeteci in questo mondo”.
Se è vero che “le piccole mani muovono le ruote del mondo smascherando la nudità e la complicità delle mani dei giganti ” e che Vittorio ha utilizzato documenti, filmati, articoli e blog per promuovere i suoi ideali, tocca a ciascuno di noi fare la propria parte per difendere, promuovere e diffondere gli ideali di libertà, giustizia sociale e fratellanza… a partire dalla nostra vita di tutti i giorni.
Ad maiora