Leggi il nostro
Clicca qui
editoriale

Quale futuro per la nostra amata patria e per il nostro Molise?

Eccoci arrivati… eh già, siamo arrivati ad un punto di non ritorno.
Nessun governo 5S & Lega, nessun accordo 5S & PD, nessun inciucio centro-destra & centro-sinistra, nessun governo tecnico o di transizione: quindi, che si fa?
Quello a cui stiamo assistendo è figlio di un cambiamento epocale: dal bipolarismo mai realmente collaudato al tripolarismo politico e alla frammentazione culturale (e quindi politica) della società.
C’è chi da sempre sostiene che l’Italia non sia mai stata davvero unita (nonostante il Risorgimento) e la storia del ‘900 e quella recente sembra dare ragione a coloro che la pensano in tal modo.
Prima la questione meridionale, poi il referendum “autonomista” in Veneto e Lombardia, passando per il collasso della sinistra e arrivando al crollo della visione collettiva (il concetto dell’uno vale uno mal interpretato).
La domanda però è sempre la stessa: che si fa ora? cosa ci aspetta? I problemi sono tanti e urgenti, oppure è solo una impressione ed invece va tutto bene e quindi preoccuparsi è inutile?
Io penso che la politica in realtà serva a poco o nulla, oggi. Facciamoli pure “giocare” tanto dalle poltrone romane non potrà arrivare il “vero” cambiamento.
La capacità di incidenza della politica è davvero bassa o forse non esiste più. Le cose si muovono per inerzia: i Comuni, le Regioni, i Ministeri vanno avanti solo ed esclusivamente tramite la gestione ordinaria da parte dei funzionari: in poche parole, la pubblica amministrazione è diventata una azienda, in cui le decisioni si prendono solo in base ai bilanci.
La politica, anzi i politici, così come i sindacati, non hanno compreso realmente la trasformazione sociale e culturale del nostro paese e continuano ad usare le stesse parole e gli stessi strumenti di 20/30 anni fa. Il M5S ha tentato di cambiare “parole” e “strumenti” ma alla prova dei fatti, deve ancora dimostrare di crederci realmente.
Chi non ci crede invece è sicuramente buona parte della popolazione che continua a votare per convenienze “locali”: cosa voglio dire? beh, se si vota plebiscitariamente il MS5 alle politiche ci si sarebbe aspettato un trionfo anche alle Regionali del 22 aprile in Molise: ciò però non è avvenuto. Il centro-destra ha vinto e ha vinto con un margine di circa 10.000 voti che, per una regione piccolina come la nostra, sono tanti. Inoltre l’affluenza è stata del 52,17% (in pratica possiamo quasi dire che ha votato un molisano su due). Tali numeri confermano dunque che i “famosi” rappresentanti del popolo altro non sono che i rappresentanti del 50% del popolo: ma l’altro 50% cosa pensa allora? Beh facile da indovinare: pensa che la politica non serva più a nulla.
Sarà davvero così? Ai nuovi eletti regionali (e nazionali) dimostrare che invece la Politica (quella con la P maiuscola) può davvero gettare le basi per realizzare un cambiamento… in bocca al lupo!

Paolo Di Lena


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *