Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato il 7 settembre 2024 il decreto recante le Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica. A partire dall’anno scolastico 2024/2025, i curricoli di Educazione civica delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione si riferiranno ai traguardi e agli obiettivi di apprendimento definiti a livello nazionale, come individuati dalle nuove Linee guida che sostituiscono le precedenti.
Questo è quanto si legge nella pagina web del MIM dedicata al tema; e continua …
Tre sono i nuclei concettuali intorno ai quali si snodano le tematiche dell’Educazione civica :
- Costituzione
- Sviluppo economico e sostenibilità
- Cittadinanza digitale
A questo punto la curiosità è tanta; apriamo il pdf delle Linee Guida e lo leggiamo per voi… a tra poco.
Fatto.
Non entreremo nel dettaglio di quanto abbiamo letto; ciascuno potrà leggere il documento e farsi una propria idea dalla propria prospettiva di lettura.
Vogliamo però condividere una unica riflessione e attendiamo le vostre.
Le Linee Guida sono state pubblicate il 7 settembre del 2024.
Siamo ormai alle soglie di una nuova e sanguinosa guerra in Medioriente: il Libano è diventato di nuovo teatro di distruzione e di morte dopo i massacri di Gaza City.
La guerra in Ucraina, per noi occidentali, è diventata soltanto una macabra litania quotidiana.
Putin parla apertamente di un probabile utilizzo di armi nucleari.
Teatri di guerra sparsi in tutto il mondo.
Ebbene, sapete quante volte è presente la parola “pace” nelle Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica ?
ZERO.
Sapete quante volte la parola “pace” è invece presente nel documento (tradotto in italiano dal Centro per la Cooperazione Internazionale) a titolo “Educazione alla Cittadinanza Globale” pubblicato nel 2018 dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura a cui le stesse Linee Guida italiane rimandano?
Ben 20.
Non ci rimane che salutarvi riportando la citazione che introduce l’edizione italiana del documento dell’ UNESCO.
Vorrei far capire bene quest’idea basilare: l’educazione, cui va affidato il compito di apportare un contributo alla pace, dev’essere necessariamente assai completa e affatto diversa da quella che si intende comunemente.
L’educazione, quale viene generalmente considerata nel nostro tempo, non rientra nelle grandi questioni sociali, né compenetra i fatti che riguardano la collettività umana; essa viene considerata una cosa di poca importanza.
Mentre una educazione che mirasse alla pace dovrebbe essere considerata da tutti un fattore fondamentale e indispensabile, il punto di partenza, una delle questioni che interessano tutta l’umanità.
Nelle questioni sociali il bambino è oggi completamente ignorato, quasi egli fosse un essere extra-sociale. Ma se pensiamo quale influenza può avere l’educazione sulla pace nel mondo, al bambino, alla sua educazione dobbiamo anzitutto ricorrere.
Ecco perché noi diciamo che l’educazione ha una grande importanza, se viene intesa nel suo potere di influire sull’umanità.
Di chi è?
Beh, è di una nostra illustre rappresentante in ambito pedagogico, i cui modelli didattici sono noti in tutto il mondo: Maria Montessori.
La vedete la parola pace?
Ad maiora.

