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editoriale

Il corto circuito della sobrietà istituzionale

La mattina il raccoglimento, il pomeriggio gli applausi, i sorrisi e l’atmosfera leggera del Centrale del Foro Italico.
Nello stesso giorno il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha prima reso omaggio alle vittime dell’attentato di Modena, partecipando a un momento di dolore e vicinanza istituzionale, per poi comparire poche ore dopo alla finale degli Internazionali d’Italia a Roma, tra strette di mano, sorrisi e clima festoso.

Una doppia immagine che inevitabilmente alimenta il dibattito sul significato della cosiddetta “sobrietà istituzionale”.
Per molti cittadini il contrasto visivo e simbolico appare forte: da una parte il lutto, il silenzio, la tragedia; dall’altra l’evento mondano e sportivo, con telecamere, pubblico e leggerezza.

Naturalmente il ruolo del Capo dello Stato impone la presenza in contesti molto diversi tra loro. La rappresentanza delle istituzioni comprende tanto la solidarietà nazionale nei momenti drammatici quanto la partecipazione agli eventi che rappresentano il Paese sul piano sportivo e internazionale. Tuttavia, quando due immagini così opposte si sovrappongono nella stessa giornata, il rischio è che il messaggio percepito dall’opinione pubblica diventi ambiguo.

La questione non riguarda tanto la legittimità della presenza agli Internazionali d’Italia, quanto il valore simbolico dei tempi, dei modi e del tono comunicativo. In politica e nelle istituzioni, infatti, la forma pesa quanto la sostanza. E le immagini — oggi più che mai — parlano prima delle parole.

Il tema della sobrietà istituzionale torna così al centro della discussione pubblica: può il dolore collettivo convivere, poche ore dopo, con la dimensione spettacolare di un grande evento sportivo? Oppure sarebbe stato opportuno mantenere un profilo più rigoroso per l’intera giornata?

Domande destinate a dividere, perché toccano il rapporto tra istituzioni, comunicazione e sensibilità pubblica. E perché, in tempi dominati dall’impatto mediatico, anche un sorriso può trasformarsi in un messaggio politico.


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