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editoriale

In morte di Giulio

Non siamo in grado di indicare la data precisa della morte di Giulio Regeni. Sappiamo che è morto tra il 25 gennaio, la data della sua scomparsa per mano dei servizi segreti egiziani, e il 3 febbraio, la data in cui il suo corpo martoriato e senza vita venne ritrovato.

Ieri, 25 gennaio, nel decennale della sua morte violenta, a Vernio e a Vaiano si sono tenuti due eventi per commemorarlo e per affermare, ancora una volta, l’obbligo morale e civile di continuare a cercare la verità e di garantire a Giulio giustizia.

La mamma di Giulio, nel corso del suo intervento, ha espresso, tra gli altri, un concetto molto importante: la cultura è inseparabile dai diritti umani, eventi culturali o accademici perdono di significato senza la concreta affermazione dei diritti civili.

E’ questo il momento di “spingere” nella direzione indicata da Paola Deffendi perché la pace, la dignità umana, la giustizia sociale sono in gravissimo pericolo e occorre che, in qualunque contesto di vita quotidiana, nella propria famiglia, nel lavoro, nell’associazionismo, nella politica, nella cultura, nella scuola, si mettano al primo posto l’attenzione e il rispetto dei diritti umani a tutti i livelli e in tutte le forme possibili, e, laddove attenzione e rispetto fossero latitanti, intervenire in prima persona per affermarne la necessità, oggi soprattutto, oggi certamente, oggi a qualunque costo.


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