La storia della base militare di Sigonella è la storia di una sudditanza.
Nel suo storico discorso alla Conferenza di pace di Parigi del 10 agosto 1946, Alcide De Gasperi difese l’Italia con dignità, pronunciando la famosa frase: “Sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me”. Egli rivendicò il ruolo dell’Italia democratica, chiedendo una pace giusta e non punitiva, auspicando l’ingresso nel consesso internazionale.
L’Italia è diventata sede di basi militari USA nel 1951 quando, con una serie di accordi bilaterali, Roma ha concesso a Washington il suo territorio in cambio degli aiuti di ricostruzione post-bellica finanziati dagli Stati Uniti.
Le basi sono formalmente sotto la sovranità italiana, ma gli USA hanno il controllo operativo sia sulle attività militari che sugli equipaggiamenti. Dovrebbero essere almeno 12.000 i soldati americani di stanza in Italia, divisi per reparto tra logistica, intelligence, unità operative e comando.
Sigonella è soprannominata la portaerei del Mediterraneo. Questo perché è una base aeronavale proiettata geograficamente su Nord Africa, Sahel e Medio Oriente, nonché sede principale dell’AFRICOM, il comando africano degli Stati Uniti.
Dopo il dirottamento della nave Achille Lauro (ottobre 1985) e l’uccisione dell’ostaggio americano Leon Klinghoffer, i terroristi palestinesi ottennero un salvacondotto e salirono su un aereo egiziano. Gli Stati Uniti, senza avvisare l’Italia, intercettarono l’aereo con caccia F-14 e lo costrinsero ad atterrare alla base NATO di Sigonella.
Una volta a terra, forze speciali americane tentarono di prendere in custodia i terroristi, ma il governo italiano guidato da Bettino Craxi ordinò a Carabinieri e VAM (Vigilanza Aeronautica Militare) di circondare i soldati statunitensi, rivendicando la giurisdizione italiana perché il reato era avvenuto su nave italiana. Dopo ore di tensione armata, prevalse la linea italiana: i terroristi furono arrestati dall’Italia, mentre il leader palestinese Abu Abbas, protetto da visto diplomatico, venne poi lasciato partire alla volta di Belgrado, scelta che provocò forti attriti con Washington.
Per saperne di più sulla notte di Sigonella
L’episodio del 1985 è stato l’apice più alto del tentativo da parte dell’Italia di difendere e affermare la propria sovranità sulle basi militari che insistono su territorio italiano.
Cosa è successo dal 1985 in poi?
La base è tornata ad essere quello che ufficiosamente doveva essere dal momento in cui si è insediata in Sicilia: avamposto degli Stati Uniti nel Mediteranneo, ad uso e consumo delle manovre militari statunitensi, di attacco e difesa in tempo di guerra e di ISR (intelligence, sorveglianza e riconoscimento) in tempo di pace.
Peccato che la base sia diventata uno snodo di forniture di armi statunitensi ai paesi NATO ma non solo (Israele), che la base sia diventata un avamposto di controllo invasivo degli Stati Uniti non solo nel Mediterraneo ma in tutta l’Europa mediorientale, che sia stata utilizzata a supporto delle forze israeliane nel recente genocidio perpetrato a Gaza e tanto altro.
Antonio Mazzeo, militante ecopacifista ed antimilitarista, da sempre impegnato nel denunciare la crescente militarizzazione dell’Italia non solo in termini di territori occupati e di spesa pubblica, ma anche di cultura e morale del suo popolo, ha redatto un resoconto dettagliato di quanto è avvenuto recentemente a Sigonella.
Leggetelo, è un esempio di data journalism, un esemplare racconto di fatti documentati.
