E se la democrazia, oggi, fosse solo una tecnica di esercizio del potere? Una più o meno complessa macchina di governo? Da una premonizione di Stig Dagerman, il più grande incubo per le odierne società occidentali: dove è finito lo spirito di libertà, di uguaglianza e di giustizia riaffiorato dalle macerie della II guerra mondiale?
Una volta, però, la democrazia aveva un contenuto spirituale. Significava un sentimento e un modo di vivere, uno stile e una dignità. Era espressione dell’inviolabilità dell’individuo (Stig Dagermann, La politica dell’impossibile)
Oggi i delitti contro la dignità umana, contro il principio di libertà e il diritto di espressione si ripetono con disarmante costanza; molto spesso i rappresentanti delle istituzioni tentano di nascondere la polvere sotto il tappeto definendo tali “delitti” come questioni interne a quel determinato paese ma – e questo è un presupposto della nostra esistenza di liberi esseri umani – essi sono e devono essere al massimo grado una questione internazionale.
E allora forza e coraggio: l’indifferenza è il peggior nemico del vero spirito democratico. Lo stile di vita a cui fa riferimento Dagerman ci impone attenzione, impegno e coerenza anche nelle nostre scelte quotidiane. L’imperativo è scegliere di agire secondo la propria coscienza e di non cedere alla rassegnazione: difendiamo l’utopia di un mondo migliore.
E non dobbiamo nemmeno pensare che sia tutto senza senso, perché non è mai senza senso scegliere l’impossibile invece del possibile. L’unica cosa insensata è accettare il possibile (Stig Dagermann, La politica dell’impossibile)
Hasta la victoria, siempre