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editoriale

Verba volant

O più elegantemente Le chiacchiere se le porta il vento

Politica: no, non è una scienza. I tecnici, per quanto brillanti professionalmente non possono né devono decidere le politiche di uno Stato: non quella sociale, non quella ambientale, né tantomeno quella economica e industriale. Perché? Per un motivo banale ma al tempo stesso troppo spesso ignorato: uno Stato non è fatto di dipendenti ma di cittadini.

Forse se ne è abusato (della parola cittadini), forse noi italiani non ce la siamo mai veramente conquistata la patente di Cittadino; ciò non toglie però che la politica debba conservare il suo sacrosanto diritto a farsi carico, elaborare e tradurre in pratica le istanze di una comunità.

Ecco quindi che il tecnico prestato alla politica non può applicare ad una sostanza fatta di uomini le formule applicate a materia inanimata.

La politica è anche emozione, sentimento, passione e… numeri.

Per numeri però non si intendono i voti da conquistare per essere eletti ma la possibilità di analizzare ed elaborare i dati che ormai in tutti i settori delle varie articolazioni della macchina statale vengono raccolti sia in forma cartacea che digitale.

Siamo nel mondo dei cosiddetti Open Data, quei dati in formato digitale che permetterebbero a qualunque politico, in particolare a qualunque amministrazione locale, di conoscere nel dettaglio “quanto, come, dove, quando e chi” ha fatto determinate scelte e a cosa hanno portato queste scelte.

Si tratta di numeri importanti ma non vincolanti; tuttavia la “data science” politica può essere uno strumento strategico fondamentale, perché per realizzare quanto ci suggeriscono i nostri ideali di “Stato” è necessaria una strategia in ogni caso e una strategia si costruisce non tramite i numeri ma conoscendo tali numeri.

Come mai negli ultimi 20 anni non sono migliorati i servizi scolastici?
Come mai quella strada era rotta vent’anni fa e lo è tutt’oggi?
Perché pur investendo tanto in energie rinnovabili l’inquinamento della nostra città è peggiorato?
Perché in quella città grande come la mia si vive meglio che nella mia?

Ecco allora che per un nuovo sindaco ad esempio, conoscere quali, di che entità e in che settore sono stati investiti i finanziamenti pubblici (europei, statali, regionali) nell’ultimo decennio può dare una misura degli interventi necessari e di quelli non necessari anche ispirandosi a quanto ottenuto in città o paesi che con gli stessi soldi a disposizioni sono riusciti a diventare un esempio virtuoso.

Noi abbiamo provato a suggerire questo percorso ai nostri lettori fornendo uno strumento per monitorare graficamente, in modo unitario e fruibile, i dati riferiti a tutti i progetti chiusi e realizzati dai Comuni del Molise nell’ambito delle politiche di coesione del ciclo 2014-2020 disponibili sul portale opencoesione.gov.it, finanziati con Fondi Strutturali, Fondo nazionale per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) e Piano d’Azione per la Coesione (PAC).

Lo strumento è disponibile a questo indirizzo Google Data Studio


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