Cosa si intende quando si esclama che la casa è un diritto? Che forse pagare un affitto 500, 600 o 700 euro è illegittimo? La casa non dovrebbe essere garantita dallo Stato alle fasce più deboli?
Oggi, in Italia, le case popolari costruite non sono più sufficienti a garantire il diritto ad un tetto a chi ne ha davvero bisogno. Oggi, in Italia, spendere dai 400 ai 600 euro al mese per un affitto è insostenibile per una famiglia il cui sostentamento conta su un totale di 1500/1600 euro al mese.
E allora? L’occupazione delle case diventa legittima?
I movimenti per la casa non sono forse garanti del principio democratico di uguaglianza e della dignità umana? Una giovane occupante di San Basilio a Roma sostiene che, grazie all’occupazione, la diretta conseguenza di non pagare un affitto ha permesso la nascita di tanti bambini (bambine) che altrimenti non sarebbero nati. Una anziana occupante di San Basilio invece ricorda che quando c’era lui (e non parlava di Mussolini ma del mai troppo compianto Berlinguer) il diritto alla casa era una priorità della politica.
E oggi? Il reddito di cittadinanza ha colmato in piccolissima parte alcune voragini create nella società italiana dalla politica degli ultimi 30 anni. Le misure da adottare potrebbero essere tante a partire dalle realtà locali: un noto urbanista romano (ex assessore della giunta Raggi) ha denunciato come siano stati distolti dei fondi pubblici destinati all’estensione della linea B della metropolitana fino alla periferia degradata di San Basilio a favore della costruzione di una piscina faraonica inutile in termini di sviluppo sociale. La fermata “San Basilio” avrebbe consentito ad un residente a San Basilio di raggiungere il centro di Roma in 15 minuti. E invece si è preferito lasciare nel ghetto (la borgata) gli emarginati della società.
La nostra è davvero una società democratica? Democrazia non significa anche assenza delle disparità sociali? Vi sembra che in Italia non ve ne siano?
Ad maiora