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editoriale

Il Presidente scontato

L’elezione di Sergio Mattarella era scontata sin dall’inizio del festival delle fumate nere.
Il nuovo presidente della Repubblica, anzi il Presidente rieletto, era una scelta scontata per vari motivi; primo fra tutti la convergenza degli interessi di tutti i partiti di governo. Non si è trattato però di una convergenza ideologica, ma di pura e meschina convenienza politica.
Dopotutto Mattarella è il classico Presidente politicamente evanescente (neutro non neutrale) ed è per questo che piace a tutti (nota caratteristica dell’italiano medio).
Se dunque l’attuale classe politica è espressione della inerzia elettorale degli aventi diritto, il Presidente della Repubblica, eletto dalla stessa classe politica, è indirettamente figlio di tale inerzia (per quella che in matematica si chiama proprietà transitiva).
Di inerzia civica ha peccato, ad avviso di molti, la più alta carica dello Stato quando, in una delle sue ultime uscite pubbliche prima della rielezione, ha presenziato alla cerimonia di cambio del Capo di Stato Maggiore della Difesa tra il generale Enzo Vecciarelli ed il subentrante ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone.
Dragone, chi era costui?
In una sua famosa audizione al cospetto della IV Commissione di inchiesta sull’uranio impoverito negò in modo impacciato e fraudolento che sullo scacchiere iracheno-afghano fosse stato utilizzato armamento all’uranio e garantì senza tema di smentita che tutti i reparti e i relativi comandanti erano informati su tutto e possedevano tutti gli strumenti per la prevenzione dei rischi.
Non vi fu invece dichiarazione più sconfessata non solo dai suoi colleghi ma anche, purtroppo, dai fatti.
Non si contano più i militari vittime inconsapevoli dell’uranio impoverito e delle nanoparticelle risultanti dalle esplosioni dei proiettili all’uranio, sia nel corso delle missioni all’estero che nel corso di sessioni di addestramento militare in aree a ciò dedicate (come i poligoni), proprio per assenza delle appropriate misure di sicurezza e di dispositivi di protezione individuale adeguati.
L’ultimo di questa nefasta lista è stato il militare Ivano Testaì deceduto a soli 42 anni il 24 dicembre 2021 a Catania a causa di un tumore causato dal contatto con uranio impoverito nella sua unica missione all’estero (in Bosnia).
Il Presidente Mattarella è stato rieletto a furor dei politici e dell’alta borghesia frequentante la Scala di Milano alla Prima o il teatro San Carlo.
E’ stato rieletto proprio per quello che rappresenta, un Presidente “scontato”.

Ad maiora.


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