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Nodo di Lecce
Era il 2008 quando Vittorio Arrigoni arrivò a Gaza a bordo della Dignity, nave della campagna Free Gaza. Il porto di Gaza City non era stato ancora distrutto dalle bombe dell’aviazione israeliana, ma all’operazione Piombo Fuso mancava poco.
Dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009 Gaza assistette alla distruzione completa e alla violenta morte di almeno 1.320 gazawi. La pioggia di bombe rase al suolo anche il porto, prima del 1967 uno dei principali scali del Mediterraneo e oggi ridotto a mero parcheggio per le barche dei pochi pescatori rimasti testardamente a lavorare nel mare della Striscia. Dopo Piombo Fuso il porto è stato ricostruito.
Dal 2007 la striscia di Gaza è soggetta a un blocco terrestre, marittimo e aereo imposto da Israele, con forti restrizioni alla circolazione di beni e persone. La situazione è peggiorata drasticamente a partire dal 7 ottobre 2023, con l’escalation del conflitto tra Hamas e Israele che ha causato una crisi umanitaria senza precedenti.
Nel 2010 nasce la FFC, la Freedom Flotilla Coalition.
La FFC afferma che il suo obiettivo è quello di rompere il blocco terrestre, marittimo e aereo imposto da Israele alla Striscia di Gaza, che dura da 18 anni, e che ha privato i palestinesi dei loro diritti alla salute, alla sicurezza e alla libertà di movimento.
Per saperne di più Che cos’è Gaza Freedom Flotilla?
Il 29 luglio scorso, a Porta Rudiae a Lecce, abbiamo incontrato Antonio Mazzeo, uno dei due italiani a bordo della nave #Handala, appartenente alla coalizione Freedom Flotilla, assaltata in acque internazionali dall’ esercito israeliano mentre tentava di portare a Gaza aiuti umanitari.
Arrestato dalla polizia israeliana, detenuto illegalmente come immigrato irregolare, rilasciato e rimpatriato in Italia il 28 luglio, Antonio ha reso una testimonianza diretta su quanto ha affrontato come membro dell’ equipaggio di Handala nel viaggio verso Gaza, dall’ atto di pirateria compiuto dall’ esercito israeliano, fino al suo rientro in Italia.