Noi vogliamo la verità su Giulio Regeni.
Lo dobbiamo prima di tutto alla famiglia ma lo dobbiamo anche a noi italiani; e non per un senso di arido nazionalismo o di sindrome del “io sono il più forte e guai a chi mi tocca.”
Lo dobbiamo a noi italiani perbene di cui Giulio incarnava il sentimento di giustizia sociale e di uguaglianza proclamato dalla nostra Costituzione.
Lo dobbiamo a noi cittadini del mondo per cui non esiste il debole o lo sfruttato italiano ma esiste il debole e lo sfruttato fratello di tutti e apolide; lo stesso debole e sfruttato di cui Giulio ha cercato di comprendere le esigenze e di cui ha raccolto le istanze senza alcun interesse personale ma unicamente per dargli voce in un mondo che non ascolta.
Lo dobbiamo a noi cittadini italiani elettori di una classe politica che, messa alle corde da una destabilizzazione economica, dimentica Giulio e avalla un accordo con l’Egitto per “pararsi il cosiddetto”… lo stesso Egitto che ha torturato, ammazzato Giulio e la sua memoria, rifiutando ogni forma di collaborazione perché la verità venga a galla e Giulio ottenga giustizia.
A chi ha detto, dice, dirà : “E’ la ragion di Stato”, noi in coro rispondiamo:
FANCULO LA RAGION DI STATO
Grazie Giulio