Mentre in Italia si dibatte sulla crisi di governo, a pochi chilometri da noi, in Bosnia, migranti allo stremo patiscono freddo e fame nel campo di Lipa; a molti chilometri da noi, in Amazzonia, la deforestazione selvaggia e il propagarsi del Covid 19 minacciano l’esistenza di molte comunità indigene abbandonate al proprio destino dalle autorità brasiliane e sempre più vulnerabili alle prepotenze di chi invade legalmente e illecitamente le loro terre.
Noi ci preoccupiamo delle seconde case, di come gioca Cristiano Ronaldo, di come entrare a lavorare nel pubblico, di come ottenere un favore dal politico di turno, di quale vino comprare, di cosa faremo nel weekend, di come mantenere la nostra forma fisica, di sopperire alla bruttezza estetica della mascherina, di quando potremo tornare al nostro ristorante preferito, di come mantenere intatta la nostra chioma fluente, di quando potremo permetterci il prossimo iphone, di quando potremo tornare a viaggiare…
… e nel mondo che vive e soffre fuori dal nostro giardino e al di sopra della nostra fragile bolla c’è chi combatte per vivere e sopravvivere mentre noi ci preoccupiamo di quando potremo tornare a sciare.