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editoriale

Il razzismo è il fratello
povero dell’antisemitismo?

E’ sorprendente constatare oggi come la paura del diverso, nella fattispecie del diverso “di colore” povero, richiami, nella sua acredine, il timore atavico nei riguardi dell’ebreo ricco.

Se poteva avere una logica interessata, per quanto distorta e partorita da menti ottenebrate, dare in pasto alle rivendicazioni dei diseredati il ricco Epulone, che senso ha esporre alle insofferenze popolari il povero (nel senso materiale del termine) immigrato?

Il primo è quello che Zola, in uno dei suoi tanti interventi sull’affaire Dreyfus, definiva un tentativo maldestro di socialismo ipocrita e menzognero; il secondo quali connotati assume?

Beh senz’altro quelli di una cavernicola ostilità verso l’altro per il solo fatto di “non lanciare lo stesso richiamo”.

Ecco a noi signori, l’uomo delle caverne è tornato… e vive in Europa.

Ad maiora.


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