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editoriale

Corsa agli armamenti e inquinamento militare

È stata pubblicata il 23 febbraio 2021 la relazione finale di una ricerca commissionata da un gruppo politico (il Left Group del Parlamento Europeo) ai ricercatori di due associazioni che da molti anni sono impegnate nel denunciare – dati alla mano – i rischi e i danni ambientali causati dalle attività militari: una crescente militarizzazione produce rischi in più per la pace e anche per l’ambiente.

Non solo durante le attività belliche (bombardamenti, distruzioni di territori, avvelenamenti di sistemi biologici), ma anche in tutte le tappe che le precedono e le seguono: dall’estrazione di materie prime, alla produzione di armamenti, alle esercitazioni, agli spostamenti di truppe, fino allo smaltimento – spesso assai inquinante – di residui bellici.

Entriamo nel merito dei risultati dello studio tramite alcuni grafici: dalle spese militari all’inquinamento prodotto dalle attività militari e dalle industrie che operano in tale settore.


Entro il 2024 i Paesi aderenti alla NATO dovranno destinare alle spese per la Difesa il 2% del Pil nel rispetto degli impegni assunti in occasione del Summit NATO tra Capi di Stato e di Governo, svoltosi in Galles nel settembre 2014, poi ribaditi a Varsavia nel 2016 con il cosiddetto Defence Investment Pledge (DIP).




Documenti da cui sono stati estratti i dati per i grafici contenuti nell’articolo:


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