Se parliamo del metanodotto Larino-Chieti, vi viene in mente qualcosa?
Tecnicamente il metanodotto Larino-Chieti è incluso nella Rete Nazionale dei Gasdotti, approvata nel gennaio 2013, e costituisce il completamento della dorsale adriatica della Società Gasdotti Italia, tra i terminali posti a nord a San Marco (CH) e a sud a Larino (CB). Un tracciato di 111,450 km, che si snoda tra la provincia di Campobasso in Molise (7 i comuni interessati dal passaggio del metanodotto, Palata incluso) e, soprattutto, quelle di Pescara e Chieti in Abruzzo (18 i comuni interessati). Progettato dalla Società Gasdotti Italia Spa nell’ambito del Piano di Sviluppo Decennale della propria rete di trasporto gas-naturale per gli anni 2014-2023, si sviluppa parallelamente alla costa ad una distanza compresa tra i 10 e i 16 km verso l’interno.

L’attuale sindaco di Palata all’indomani del terremoto dell’agosto scorso rilasciò alla stampa alcune dichiarazioni piuttosto chiare circa la sua posizione in merito: esprimeva cioè forti perplessità sulla sicurezza del metanodotto e si augurava uno stop dei lavori di realizzazione.
http://www.ilcentro.it/abruzzo/terremoto-il-sindaco-di-palata-ora-fermare-il-gasdotto-1.1995958
Peccato che qualche mese prima, a giugno, fosse stato pubblicato il Decreto di autorizzazione del progetto definitivo dell’opera da parte del Ministero dello Sviluppo economico guidato da Luigi Di Maio.
Ci siamo allora chiesti come mai il Comune di Palata non avesse mai espresso i suoi dubbi sull’impatto ambientale del metanodotto in termini di rischio sismico in un territorio la cui sismicità è ben nota da tempo, ancor prima del 2018.
Ci siamo chiesti come mai dal 2014 ad oggi non sia mai stato portato all’ordine del giorno di un consiglio comunale tale tematica, nonostante le insistenti sollecitazioni da parte del Ministero dello sviluppo economico affinché il comune di Palata esprimesse un proprio parere attraverso apposita Deliberazione di Consiglio comunale, con particolare riferimento alla conformità urbanistica dell’opera.
Come mai la Società Gasdotti Italia (realizzatrice dell’opera) abbia ottenuto dal comune di Palata (con Delibera di giunta n. 130 del 27/11/2018 ) la sottoscrizione di una convenzione di ripristino ambientale senza colpo ferire.
Come mai, nella suddetta convenzione, sia stata accettata una somma compensatoria una tantum di soli 5.000,00 (cinquemila/00) euro a fronte dei 22.000,00 (ventiduemila/00) corrisposti dalla Società Gasdotti Italia al comune di Guglionesi, ai 15.000,00 (quindicimila/00) ottenuti dal comune di Mafalda, ai 10.000,00 (diecimila/00) dal comune di Tavenna (solo per citare alcuni casi).
Queste sono le domande che abbiamo rivolto al Sindaco in una interpellanza a risposta scritta depositata dal consigliere di minoranza Antonino Zappitelli.
Di seguito l’interpellanza depositata.

Pubblicheremo ovviamente anche la risposta del Sindaco una volta ricevuta, come da termini di legge, entro il 20 maggio.
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